Centralizzazione, decentramento e federalismo tra guerra civile europea, Resistenza e ricostruzione democratica (1939-1948)

Centralizzazione, decentramento e federalismo tra guerra civile europea, Resistenza e ricostruzione democratica (1939-1948). Progetti, dibattiti e realizzazioni in Italia, Francia e Germania

Concluso

Descrizione

Progetto finanziato dall’Università del Piemonte Orientale (Ricerca Locale 2015)

Il progetto si propone di studiare il complesso decennio compreso fra il 1939 e il 1948. In tale periodo – scandito dal susseguirsi di guerra, resistenza e ricostruzione democratica nazionale ed europea – viene avvertita in modo acuto e diffuso la questione dell’organizzazione dei poteri e dei loro rapporti. Alcune forze politiche e alcuni paesi in Europa elaborano e implementano modelli istituzionali di tipo decentralizzato o federale, funzionali altresì a un assetto unitario e federalizzante europeo. In altri contesti statali, viceversa, la preoccupazione di mantenere intatto il legame nazionale induce a propendere per soluzioni più centraliste. Alla base delle nuove sensibilità federative sta la coscienza di quanto ha pesato il centralismo statale sovrano esclusivo ed estremo tra le cause che hanno portato, nel primo dopoguerra, alla nascita dei totalitarismi. Da qui deriva la consapevolezza che, per evitare la ricaduta in una nuova guerra civile europea, sia necessario intraprendere strade decentralizzanti all’interno degli Stati e di creare una nuova forma di centralità politica unitaria europea. Lo Stato nazionale moderno, in quanto espressione di una concezione monolitica e centralistica del potere, viene dunque percepito come modello da depotenziare in termini dottrinari e istituzionali, favorendo, da un lato, la nascita di libere aggregazioni federative sovranazionali e valorizzando, dall’altro, principi ed elementi di autogoverno e autogestione a livello regionale o locale. Il confronto tra decentratori e accentratori si fa aspro ed esteso proprio in coincidenza con l’epopea resistenziale e il secondo dopoguerra, intrecciandosi con problematiche politiche, giuridiche, economiche, sociali e filosofico-culturali, che rimandano anche ad altri di livelli di discussione, a partire dalla contrapposizione tra i teorici di un maggior intervento statale e i fautori dell’incremento dell’autonomia degli attori istituzionali e sociali. Questioni di tal genere risultano trasversali rispetto ai rinati Stati nazionali e interessano nel contempo i disegni di una nuova Europa.

Il presente progetto intende analizzare storicamente le forme assunte da questo ampio e variegato dibattito, con un approccio di tipo comparativo che prenda in considerazione i casi di Italia, Francia e Germania. Nel primo contesto si colloca l’indagine sulle istituzioni alessandrine e piemontesi, orientata a delineare i caratteri dell’architettura amministrativa sorta dalle ceneri di quella fascista. A cavallo tra Italia e Francia opera Silvio Trentin, strenuo sostenitore dell’autonomismo e del socialismo federalista. È di formazione russo-francese Alexandre Kojève, il cui pensiero si proietta verso l’area mediterranea e il mondo latino. Appartiene invece alla cultura politico-economica tedesca la figura di Wilhelm Röpke, oppositore del nazismo e autore di studi di grande rilievo sulla ricostruzione della Germania e dell’Europa. Ha infine un carattere di comparazione europea il filone di ricerca attinente alle ricadute dell’antifascismo sulle costituzioni del dopoguerra.

Questi aspetti sono studiati tenendo conto delle esperienze locali, nazionali e internazionali che fanno da sfondo a idee e autori esaminati. La metodologia è quella propria della storia delle dottrine e delle istituzioni politiche. L’analisi dei testi, condotta attraverso la loro contestualizzazione nel periodo in cui vengono concepiti e redatti, e dei modelli che ne derivano o con cui essi si confrontano, costituisce il nucleo portante della ricerca. In sede di realizzazione del progetto e di comunicazione dei suoi risultati sono coinvolti esperti afferenti anche ad altri campi disciplinari, dalla storia contemporanea agli studi teorico-politici, giuridico-costituzionali ed economico-sociali. Ne scaturisce un quadro interpretativo completo e nel contempo innovativo, in quanto teso a esplorare con particolare attenzione e sistematicità biografie e temi decisivi, ma ancora poco noti, della storia europea degli anni Quaranta, anche alla luce delle celebrazioni – nel triennio 2015-18 – del 70° anniversario della Liberazione, dell’Assemblea Costituente e dell’adozione della Costituzione italiana, nell’ambito del percorso avviato dalla rinascita degli Stati nazionali democratici e culminato nell’avvio del processo di integrazione europea.

Pubblicazioni

C. Malandrino e S. Quirico (a cura di), Centralismo, decentramento e federalismo: un dibattito tra Italia ed Europa (1939-1948), Milano, Giuffrè, 2017 (https://shop.giuffre.it/024200677-centralizzazione-decentramento-e-federalismo-un-dibattito-tra-italia-ed-europa-1939-1948-.html)